Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo
1983, un'annata memorabile. Il basket italiano vince tutto di Stefano Benzoni
L'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA E' CAMPIONE D'EUROPA. CANTU' E MILANO IN FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI, LE RAGAZZE DELLO ZOLU LA VINCONO. A PESARO LA COPPA DELLE COPPE. E LA FINALE SCUDETTO È MILANO-ROMA...

L'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA E' CAMPIONE D'EUROPA. CANTU' E MILANO IN FINALE DI COPPA DEI CAMPIONI, LE RAGAZZE DELLO ZOLU LA VINCONO. A PESARO LA COPPA DELLE COPPE. E LA FINALE SCUDETTO È MILANO-ROMA...

A 34 anni di distanza il 1983 resta l'anno indimenticabile. Quello nel quale il nostro basket toccò il vertice di un percorso iniziato verso la metà degli anni '60 quando, da sport di nicchia, cominciò piano piano a trasformarsi in sport di massa e popolare, seconda disciplina sportiva nazionale, per numero di praticanti, spettatori negli impianti, indici televisivi. Quel lontano ma favoloso 1983 rappresentò l'apice del nostro movimento, una stagione irripetibile che propagò la sua eco anche negli anni a venire.
Ad aprire le danze in quel magico 1983 ci pensa Pesaro che, nella finale di Palma di Maiorca, sconfigge l'Asvel Villeurbanne e conquista la Coppa delle Coppe, il secondo trofeo continentale per club. Otto giorni dopo, il 17, le ragazze di Vicenza portano a casa la Coppa dei Campioni sconfiggendo Dusseldorf. Giovedì 24 a Grenoble si gioca la finale della Coppa dei Campioni fra Cantù e Milano, la prima nella storia fra due squadre italiane: vince Cantù, che bissa il successo del 1982. E poche settimane prima la nostra formazione Cadetti allenata da Mario Blasone aveva vinto il prestigioso torneo giovanile Albert Schweizer di Mannheim.
Ma il definitivo e completo boom il nostro basket lo vive qualche settimana più tardi, esattamente nei sette giorni compresi fra mercoledì 13 e mercoledì 20 aprile. In quella settimana va in onda la finale scudetto delle metropoli, quella fra il Banco di Roma ed il Billy Milano. Cosa significa questo? Significa una clamorosa (e mai vista prima per un evento cestistico) copertura mediatica, con paginate su tutti i quotidiani, anche non sportivi, i due impianti più grandi d'Italia (il PalaEur ed il palazzone di San Siro, totale 25.000 spettatori) sempre esauriti e soprattutto la diretta – sì, la diretta – integrale delle tre partite sulla Rai! Mercoledì 13 per gara1 e mercoledì 20 per gara3 diretta su Rai3, mentre domenica 17 la diretta è addirittura su Rai2.
Vince Roma 2-1 aggiudicandosi le due gare in casa (88-82 e 97-83) e perdendo quella in trasferta (86-73), dimostrando una volta di più l'importanza del fattore campo...
Un momento chiave accade nella penultima di stagione regolare: in classifica il Billy ha 44 punti e il Banco 42, ma i romani hanno differenza canestri favorevole in caso di arrivo a pari punti. Difficile, visto l'impegno agevole dei milanesi in casa contro la Peroni Livorno. A pochi secondi dalla fine Milano è avanti 77-76, la palla però è ai livornesi. Il tempo sta per scadere, il pallone arriva a Roberto Paleari che da prima di metà campo fa partire un tiraccio che si insacca allo scadere: Peroni 78, Billy 77. Roma perde a Varese, ma nell'ultima giornata i milanesi perdono a Bologna contro la Virtus mentre il Banco vince in casa contro Torino: Banco e Billy a 44 punti, ma Banco primo e Billy secondo.
La notte indimenticabile nella storia del basket italiano è però quella del 4 giugno, quando nella finale degli Europei di Nantes l'Italia di Sandro Gamba sconfigge la Spagna 105-96, vince la medaglia d'oro e per la prima volta nella storia diventa campione d'Europa. Il Jordan si commuove al microfono, commentando le ultime fasi della gara, mentre Caglieris bacia il pallone e la gente in Italia scende in piazza a festeggiare. Non era mai accaduto.

Stefano Benzoni

SB # 31

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