Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di aprile

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La regola dei passi: “Tip tap col pallone!” di Silvio Corrias

Stefano Tonut con la maglia azzurra. Fonte foto Ciamillo-Castoria

Qualcosa è decisamente cambiato, anche se potrebbe sembrare che nulla sia cambiato. Osservando attentamente le partite dei recenti campionati continentali (non solo europei) e le prime della nuova stagione, non sembra che ci siano grosse differenze rispetto al passato: i giocatori continuano a muovere i piedi senza nessuna particolare attenzione a dove li mettono e come li muovono, i fischi a volte arrivano ed altre no. Avere i piedi a posto ed un buon equilibrio è fondamentale per battere l’avversario, indipendentemente dal fatto che il piede perno sia scelto dal giocatore o dalla regola. Mi spiego meglio: ci sono delle situazioni in cui il giocatore ha facoltà di scegliere il perno in funzione di come ha completato la ricezione e l’arresto, altre in cui il piede perno è definito dalle regole, sempre connesso con quanto sopra. E’ evidente che le nuove disposizioni in materia abbiano creato una situazione tecnica particolarmente favorevole per l’attacco - solo giocando se ne potrà capire la portata - gli allenatori avranno il loro bel da fare per cambiare la “memoria muscolare” dei giocatori, abituati da anni a giocare in un solo modo, per sfruttare tutte le opzioni offerte dalla regola. Probabilmente, come per la possibilità di palleggiare “intorno” alla linea centrale, solo i giocatori del terzo millennio riusciranno a padroneggiare meglio questa regola e giocare ad armi pari con i colleghi d’oltre oceano.

Trascureremo volontariamente ciò che non è cambiato: visto che si gioca così da almeno 25 anni, se non avete imparato, su vostra esplicita richiesta apriremo un capitolo a parte! Invece per capire meglio quanto ancora può apparire nebuloso, permettetemi di fissare alcuni cardini che vi aiuteranno a “conoscere, per riconoscere”. I fondamentali interessati dalla situazione sono: ricezione, palleggio, passaggio, arresto; non sempre nello stesso ordine come vedremo. Ma il cardine fondamentale per una efficiente lettura del movimento è: “fotografare” il momento in cui il giocatore prende la palla! Trattandosi di una situazione dinamica dovete immaginare sempre un giocatore in movimento che prende la palla: con due mani, con una mano (tipo arancia), o la tiene sul palmo da sotto (come un vassoio); il giocatore deve avere un piede, uno e uno solo, sul terreno di gioco: destro o sinistro è indifferente. Vi siete mai domandati quante volte nell’arco di una partita un giocatore riceve la palla? Quando durante una azione di gioco la prende? Dopo la battuta legale del salto a due, da una situazione di rimbalzo – in entrambi i casi nessuna delle due squadre controlla la palla prima; intercettando la palla o recuperando una palla sfuggita quando è in controllo della squadra avversaria; ricevendo un passaggio da un compagno di squadra, recuperando una palla sfuggita ad un compagno di squadra, chiudendo un palleggio. Quindi ogni volta che un giocatore prende la palla ed ha un solo piede a terra (step 0) il regolamento gli consente di fare altri due appoggi (step1 e step2) per arrestarsi. Se invece presa la palla dinamicamente, decide di partire in palleggio: la palla deve uscire dalle mani/o prima di appoggiare lo step 2 per terra. Questo non significa assolutamente che se un giocatore si arresta, facendo gli step 0-1-2, poi non possa più palleggiare! La fase dinamica: prendo la palla – palleggio, è nettamente distinta da quella statica, prendo la palla e mi arresto, faccio perno e parto in palleggio. In quest’ultima situazione, una volta stabilito/scelto il piede perno: se il giocatore non ha ancora palleggiato e decide di partire, la palla dovrà essere rilasciata dalla mano/i prima di alzare il perno. Chiarito questo concetto ritorniamo sulla determinazione del perno. Il regolamento prevede che lo step 1 possa essere fatto con un piede (obbligatoriamente diverso da quello dello step 0) o con entrambi i piedi simultaneamente. Se il giocatore si ferma allo step 1, in uno dei due modi descritti: può scegliere quale piede perno utilizzare: ovvero nel momento in cui ne alzerà uno, l’altro diventerà automaticamente piede perno ed in caso di, tiro-passaggio- partenza in palleggio varranno tutti i criteri che sono stati usati fino ad oggi e che “non sono cambiati”. Appare evidente che arrestarsi allo step 1 con il più classico arresto a due tempi (dx-sx o sx-dx) e poter scegliere il piede perno sia la vera novità … che nessuno si aspettava! Se dopo aver completato lo step 1, il giocatore fa un altro appoggio – step 2 – il piede perno sarà quello appoggiato durante lo step 1. Chiarisco con un solo esempio, invertendo i piedi avrete le altre possibili varianti: destro (0) sinistro (1) scelgo il perno; destro (0) due piedi simultaneamente (1) scelgo il perno; destro (0) sinistro (1) destro (2) la regola determina che il sinistro è perno; destro (0) due piedi simultaneamente (1) destro (2) il sinistro è piede perno. Un giocatore che fa destro (0) destro (1) commette violazione di passi!

Le combinazioni possibili sono definite, ben più complesso è connettere gli appoggi che ormai sono compiuti in tutte le direzioni: frontali, diagonali, laterali, in arretramento e mentre si gira (spin – reverse), con il momento in cui effettivamente il giocatore prende la palla.

Inutile compilare una casistica, anche se le possibilità sono limitate, che ridurrebbe il tutto ad uno sforzo mnemonico tipo “quiz per la patente”, ed in ogni caso non avreste il tempo materiale per scorrerle mentalmente e decidere se il movimento sia legale o meno, figuratevi poi per l’arbitro emettere un fischio! Per applicare la regola bisogna: capirla bene, la lettura dei movimenti deve essere, allenata in palestra e al video. Non fidatevi della sensazione che il giocatore abbia fatto qualcosa di strano, perché da domani molti movimenti saranno strani e diversi da quelli che siete abituati a vedere. Dovrete guardare con attenzione e connettere: presa della palla-piede per terra; palla che esce dalle mani con piede che tocca terra o si alza da terra a seconda della situazione! Non preoccupatevi di quando la palla toccherà il terreno di gioco, ai fini della legalità/illegalità è del tutto irrilevante.

Giocando, gli interpreti principali di questo sport riusciranno, man mano che cominceranno a padroneggiare la regola, a creare movimenti sempre più complessi. All’inizio anche i giocatori troveranno difficoltà nel fare alcuni movimenti che non hanno nel DNA. Moltissimi nel settore arbitrale, hanno sottolineato che questa regola da un grande vantaggio all’attacco, in effetti è così! Ma questo è un problema dei difensori e degli allenatori, poiché questo è un vantaggio legale! Quello che tutti si aspettano è che gli arbitri “non permettano” ulteriori vantaggi illegali, sanzionando tutti quei movimenti del piede perno che cambia sistematicamente o che si alza prima di lasciare la palla, rendendo impossibile la difesa. Come abbiamo visto anche negli ultimi campionati europei, dove spesso i movimenti sono stati, erroneamente, trattati con le nuove estensioni della regola. Il fischio corretto educherà al movimento, così come il non fischio sui movimenti legali; un fischio/non fischio errato creerà confusione tecnica.

Permettetemi, senza nessuna polemica, un’ultima considerazione, ho letto e sentito spesso che: “finalmente si potrà tornare ad insegnare la virata” e che “un movimento spettacolare è stato restituito al basket”! Se qualcuno ha insegnato la virata con tre appoggi, negli ultimi 25 anni, ha insegnato un movimento sbagliato, la regola è sempre stata quella! Solo con la nuova regola questo movimento è legale, di conseguenza i giocatori avranno a disposizione un nuovo movimento, che dovrà comunque essere fatto nel modo corretto. Si comincerà ad insegnare ed utilizzare sistematicamente, questo movimento, come fondamentale di attacco? Oppure l’esecuzione sarà affidata all’estro ed alle gambe dei giocatori migliori, Come accaduto fin ora? L’introduzione della regola potrebbe far pensare alla poca consistenza dei fischi arbitrali, sappiamo invece che nasce dalla difficoltà di determinare quando la palla è saldamente nelle mani del giocatore, ma probabilmente è stato solo spostato il momento del “problema”! Come per tutte le altre situazioni di gioco: più è alto il livello, più si riducono i tempi di esecuzione, più aumenta la velocità, più aumenta la difficoltà di leggere e decidere. Per questo ci vogliono Arbitri allenati e preparati tecnicamente, per andare a leggere le giocate nel punto giusto. Se le nuove direttive, porteranno una maggiore attenzione sulla legalità dei movimenti in tutte le azioni di gioco, avremo una pallacanestro più fluida e spettacolare! Se le scelte saranno ondivaghe e le chiamate poco consistenti avremo più falli dei difensori, più proteste e più provvedimenti disciplinari.    

La nuova “estensione” della regola dei passi è un ponte fondamentale tra NBA e FIBA, per l’omogeneizzazione del gioco e dei regolamenti. Legalizzare i tre appoggi durante le situazioni dinamiche è il miglior compromesso che si potesse trovare per equilibrare virata e terzo tempo (diventa quarto!), le variazioni su arresti e partenze ne sono diretta conseguenza. Solo il tempo dirà se questa scelta ha funzionato o meno. In ogni caso oggi questo sarà il nuovo “come si gioca a pallacanestro”. Attualmente dovete fare lo sforzo di immaginare, “visualizzare” il giocatore che fa i movimenti, non esistono ancora esempi per tutte le soluzioni possibili, cominceremo ad analizzare il gioco strada facendo, magari proponendo dei video con i movimenti fatti sul campo con un avversario davanti o con una palla “difficile da trattare”, sempre con spirito collaborativo e costruttivo nei confronti di tutte le componenti del gioco del basket.

Silvio Corrias

  

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