Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo

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Formazione continua. Arbitri e Ufficiali di Campo al Trofeo delle Regioni "Cesare Rubini" 2018

“Una scuola di formazione permanente”: questo ha rappresentato il Trofeo delle Regioni “Cesare Rubini 2018” che si è chiuso lo scorso 2 aprile per 48 ufficiali di campo e 40 arbitri, tutti giovanissimi. Gli arbitri provenivano dal settore giovanile del Comitato Italiano Arbitri (fino ai 17 anni) e dal settore arbitrale (dai 18 anni), gli ufficiali di campo invece erano anche leggermente più grandi. Ma non troppo.

Il Comitato Italiano Arbitri ha utilizzato, come già in passato, il Trofeo delle Regioni, la principale manifestazione per rappresentative regionali giovanili della FIP, come momento formativo per arbitri e ufficiali di campo: “Oltre alle partite sono stati previsti uno o più momenti quotidiani di approfondimento tecnico: lezioni con i rispettivi istruttori e momenti di approfondimento congiunto arbitri-ufficiali di campo e, dopo ogni gara, colloquio dedicato con l’istruttore, con autovalutazione della gara stessa a cui sono seguiti le considerazioni dell’istruttore e poi almeno un report giornaliero” spiega Marco Vita, 25 anni, laurea in matematica, data scientist, arbitro di serie A2 maschile e A1 femminile, ma anche coordinatore del Settore Giovanile del CIA che aggiunge: “Sono stati molto sollecitati, è vero, come è vero che abbiamo alzato l’asticella, perché lo sport è anche migliorarsi in continuazione. L’obiettivo è trasmettere quella metodologia che gli dà poi la costanza di studiare e formarsi. Abbiamo anche riscontrato un’attitudine all’ascolto e mettere in pratica i consigli ricevuti superiore agli altri anni. Mi piace sottolineare che c’è stata poca teoria dell’alibi, che riguarda quei ragazzi che effettivamente sono bravi, magari vengono da regioni dove la pallacanestro è molto praticata, pensano di sapere di tutto e che gli errori dipendono solo dagli altri.”

Il lavoro di formazione è stato svolto da 20 istruttori: 10 istruttori arbitri (di cui 5 didatticamente specializzati nell’insegnamento ai giovani arbitri e gli altri 5 del settore arbitrale cioè che lavorano con arbitri di serie D e serie C) e 10 istruttori per Ufficiali di campo.
Gli 84 corsisti sono stati inviati dai Comitati Regionali a cui era stato richiesto di segnalare arbitri del settore giovanile, arbitri del settore arbitrale (che già arbitrano in serie D) e giovani ufficiali di campo con “caratteristiche tecniche idonee ad una manifestazione come il Trofeo delle Regioni”, ma anche che nel tempo avessero dimostrato merito, impegno e futurabilità.

“Che Trofeo delle regioni è stato per noi? –continua Marco- Il bilancio finale è positivo per atteggiamento ed approccio. I ragazzi e le ragazze che sono cresciute durante il torneo sono tanti. questa è una grande soddisfazione per noi istruttori. Devo anche dire che livello medio era piuttosto alto già in partenza, più alto di altre edizioni. Magari c’era meno talento, meno eccellenza, ma per noi conta soprattutto il livello medio. Abbiamo un approccio diverso, infatti, dal settore squadre nazionali: non possono bastarci dieci-dodici talenti per fare una squadra, abbiamo l’obiettivo di creare la futura classe arbitrale, dobbiamo lavorare sul gruppo, sulla media ed alzarla. 
Abbiamo impostato il raduno in questo modo: gli abbiamo detto che andava considerato come il raduno della Nazionale degli arbitri della loro età, per cui gli abbiamo chiesto professionalità, ma anche di divertirsi: chi va in Nazionale si impegna molto, è vero, ma si diverte anche a giocare con i più bravi. Di certo non sono stati sotto tortura. Si è sviluppato un forte senso del gruppo, da qui l’entusiasmo e quindi una sorta di magia nei rapporti fra tutti noi e… qualcuno è andato via con le lacrime, e non erano solo le ragazze. Ed adesso? Beh, sono tornati a casa consapevoli che il bello inzia adesso: devono mettersi sotto, devono lavorare, definire ambizioni, obiettivi e non perdere quanto imparato.”

In conclusione? “Abbiamo sensibilizzato i ragazzi sul 3x3, che per la prima volta era presente al Trofeo delle Regioni. Non a caso, poi, i ragazzi e le ragazze hanno raccolto una cifra di 900 Euro e l’hanno destinata all’AIL, l’Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma. E’ stato il loro modo per ricordare ed onorare Gianluca Mattioli, un bravo arbitro che è scomparso lo scorso novembre”.

Fonte: Ufficio Stampa Fip

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