Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo
Across the border di Andrea Turchetto (Cina, 5-segue)

In molti mi chiedono a che livello è possibile comparare la CBA cinese che è il campionato di 1st division ed equivale alla nostra Serie A.

La risposta è tutt’altro che semplice e vale la pena per questo fare delle contestualizzazioni che non possono prescindere dai regolamenti vigenti i quali, a prescindere da giudizi di valore, vanno presi come dati di fatto: il campionato cinese è una lega locale che rappresenta un solo Paese, seppur immenso, e in quanto tale si prefigge lo scopo di sviluppare i giocatori cinesi da cui la regola dei soli due stranieri con annessa limitazione della quantità di minuti che questi possono giocare contemporaneamente.

Fatta questa premessa quindi viene difficile paragonarlo alla nostra Serie A che ha un numero di stranieri nettamente superiore ma viene tutto sommato più facile paragonarlo alla nostra Lega Due.

Prendendo quindi il nostro secondo campionato come riferimento c’è da fare una distinzione importante partendo dalla valutazione dei giocatori “indigeni”: certamente i giocatori italiani hanno una maggiore competenza tecnica e una maggiore capacità di comprensione del gioco grazie ad una scuola di pallacanestro e ad un humus culturale totalmente diverso dai giocatori cinesi ma, allo stesso tempo, i giocatori cinesi hanno delle strutture fisiche che non sono neanche avvicinabili ai nostri standard.

Nella mia squadra c’erano due giocatori sopra i 214 cm… e questo è lo standard minimo per tutte le 20 squadre che prendono parte al campionato.

Questo porta ad un tipo di pallacanestro sicuramente diverso: molto più fisico e molto meno dinamico rispetto a quello a cui siamo abituati noi e di conseguenza trovare il giusto mix tra la pallacanestro europea e le loro capacità di apprendimento e adattamento è uno step tanto decisivo quanto delicato.

In seconda battuta vale la pena prendere in considerazione il peso degli stranieri che è l’elemento veramente deflagrante del campionato cinese: è quello che scompiglia le carte e crea uno squilibrio tale da rendere difficile qualsiasi comparazione con altre leghe.

I nomi degli stranieri più o meno si sanno (e anche l’entità dei loro contratti…) ed è evidente come siano giocatori che potrebbero giocare in squadre di Eurolega o almeno nei top team europei.

La sproporzione tra giocatori cinesi e stranieri inficia l’equilibrio e l’armonia del gioco rendendolo un miscuglio tra una pallacanestro di stampo europea fatta più di esecuzione che di letture e un pallacanestro a stelle e strisce dove il talento del singolo, soprattutto in momenti decisivi della partita, prende il sopravvento in maniera prepotente ed esagerata.

Siamo italiani e quindi siamo sempre molto propensi a difendere la nostra realtà rispetto a qualsiasi input ci arrivi dall’esterno, a maggior ragione se questo input arriva all’improvviso e senza che i nostri schemi di riferimento siano pronti ad accoglierlo. La nostra Storia parla per noi: siamo tanto romantici quanto “classici” nel nostro modo di affrontare il cambiamento, con relativi pro e contro.

Dico questo perché sorrido quando leggo o sento commenti ironici su alcune prestazioni “monstre” fatte dai giocatori stranieri nel campionato cinese che, in maniera troppo superficiale, viene spesso definito una location per clown mercenari: ma siamo così sicuri che Jimmer Fredette nel nostro campionato di Lega Due, che è un campionato di altissimo livello e di assoluta difficoltà, non sarebbe in grado di replicare cifre simili? E Jeremy Pargo? E Jamaal Franklin? Magari non le stesse cifre ma… molto, molto simili!

Anche perché un elemento da non sottovalutare è che in Cina i quarti durano 12 minuti… e vi assicuro che non è poco a livello statistico!

Vi assicuro un’altra cosa: non è poco neanche per l’allenatore! Eravamo rimasti che avevo preso la squadra da capo allenatore e la prima grossa differenza rispetto agli standard europei sono quegli 8 minuti in più che, seppur distribuiti nei 4 periodi, a volte sembrano durare un’eternità soprattutto quando, con una fatica immane, ti sei costruito un discreto vantaggio durante l’ultimo quarto! Fai un piccolo break, magari arrivi a +8 e per un attimo smetti di agitarti e guardi il tabellone: ti sembra passata un’eternità e invece mancano ancora 8 minuti pur avendone già giocati 4. La matematica non è un’opinione ma tutti gli allenatori sanno quanto interminabile possa essere anche un solo minuto.

L’altro grosso elemento di discontinuità rispetto alle mie precedenti esperienze è sicuramente il succedersi incessante delle partite: indipendentemente dal risultato di quella appena finita sai che 48 ore dopo sarai di nuovo in campo per affrontare un’altra gara con pochissimo tempo per allenarti e con pochissimo tempo per prepararti. La tensione non scende e ti spinge sempre a guardare al passo successivo… e tutto questo per 38 partite di regular season! Un bell’impegno!

Tornando al basket giocato il mio personale esordio va abbastanza bene e interrompiamo la striscia di sconfitte con la prima, netta vittoria casalinga. Rischiamo di sbancare lo storico campo dei Beijng Ducks guidati da uno dei giocatori che ha segnato la mia infanzia, Stephon Marbury, sbagliando sulla sirena il tiro per vincere e poi vinciamo di nuovo in casa.

Quando sembra che stiamo prendendo un po’ di fiducia e di confidenza…ecco la nuova tegola! Il nostro numero 5 americano si frattura il metacarpo e addio stagione.

Ma non tutto il male vien per nuocere e mi viene un’idea “brillante”: chiamo il GM chiedendo di poter far giocare Alex Kirk che è stato tagliato dopo qualche giornata ma che è tesserato, ancora sotto contratto e ancora aggregato alla squadra. La risposta che mi viene data è un pugno nel naso: non si può fare perché abbiamo esaurito i “movimenti” previsti dal mercato (2 in totale). Sono incredulo perché non mi spiego come un giocatore regolarmente tesserato e regolarmente pagato non possa rientrare ma…questo è e quindi mi rassegno a giocare le ultime 14 partite con un solo americano. Dal canto suo Alex Kirk si “rassegna” un po’ più facilmente di me e se ne va a giocare l’Eurolega con l’Efes Pilsen di Instabul.

Andrea Turchetto

(5-segue)

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