Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo
Across the border di Andrea Turchetto (Cina, 1-segue)

Buongiorno a tutti,

Superbasket.it mi ha chiesto di raccontare la mia esperienza della passata stagione nel campionato cinese ed io, molto volentieri, ho accettato questo invito. Per i prossimi giorni vi terrò compagnia con 6 episodi attraverso i quali racconterò non solo il lato cestistico della mia stagione ma anche quello legato alla quotidianità cercando di rendere il tutto il più “curioso” possibile. Cominciamo quindi… dall’inizio: da una telefonata e da un viaggio aereo lungo 16 ore! Andrea Turchetto

Un’altra stagione è appena terminata.

A 3 anni di distanza dalla mia ultima esperienza senior come assistente in quella VL che arrivò, trascinata da Hickman, Hackett, James White e Jumaine Jones, alla semifinale contro l’Armani Jeans Milano mi sono trovato a subentrare come Capo Allenatore in Lega Due a Ferrara.

Questi due mesi di esperienza nella nuova veste, la vittoria all’esordio in casa contro Roseto e la partita contro la Fortitudo in diretta Sky con una cornice di pubblico che difficilmente dimenticherò mi hanno lasciato un buon sapore in bocca ma l’annata è finita e questa sensazione di piacevolezza dura giusto il tempo di rendersi conto che ora inizia l’estate e per chi fa parte di questo mondo, molto spesso, non è il momento delle vacanze quanto piuttosto quello del “mercato”: eh già, bisogna trovare posto per l’anno successivo!

Così il tempo passa tra messaggi, telefonate, chiacchiere e colloqui… il tempo passa finchè arriva la telefonata giusta! Quella in cui speri ma che, realisticamente, non ti aspetti. Sto uscendo dalla palestra quando mi squilla il telefono e compare sullo schermo il nome di Andrea Mazzon: non abbiamo mai lavorato assieme ma è da un po’ di tempo che siamo in contatto. La chiacchierata dura veramente molto poco:

“Ciao Andrea, sei ancora interessato a provare un’esperienza all’estero?”

“Certo coach!

“Bene, a breve potrebbe concretizzarsi per me una posizione da capo allenatore molto particolare e ho chiesto di potermi portare il vice allenatore. Ho pensato a te.”

“Ci sono senza problemi”.

“Benissimo, ma il posto è molto lontano: Cina! Devi darmi risposta subito perché se la cosa va in porto nel giro di 4/5 giorni la situazione si chiude.”

E’ il 28 giugno. L’11 luglio consegno ad un’agenzia specializzata i documenti per ottenere il visto e il 1 agosto salgo in aereo: Venezia-Istanbul-Guangzhou. 14 ore effettive di volo e, una volta sceso a Guangzhou (che noi italiani conosciamo con il nome di Canton), circa un’altra ora di macchina per arrivare in quella che sarà la mia nuova destinazione: Foshan… una “piccola” città nel sud della Cina!

Ho detto “piccola”, vero? Eh sì, la prima cosa che ho sperimentato direttamente venendo in Cina è che la grandezza è un concetto relativo! La città in cui sono capitato conta circa 8 milioni di abitanti! Roma ne ha circa 2.6 e Milano 1.2. Per restare poi in ambito cestistico mi piace prendere a riferimento la Serbia che ne ha 7 milioni e la Lituania che di abitanti ne conta circa 3 milioni. E credetemi che a sentire i miei nuovi “compagni” cinesi la città… è veramente piccola!

Foshan letteralmente vuol dire “Monte del Buddha” (佛山 in caratteri cinesi) ma per un occidentale qualsiasi che ha passato l’adolescenza a guardare film di arti marziali è altrettanto significativo sapere che Foshan è la città natale di Yip Man, il Maestro di un tale Bruce Lee.

In città sembra che di questa cosa siano abbastanza orgogliosi tant’è che non perdono occasione per organizzarci qualcosa: ogni giorno nella zona del Tempio Taoista chiamato Zumiao, pagando circa 20 yuan, c’è la possibilità di vedere ben due spettacoli di giovani praticanti e, soprattutto, a circa 30/35 km dal centro c’è un parco a tema che ripercorre la vita di Bruce Lee! Mea Culpa… ammetto di non esserci stato!

Tornando invece all’origine etimologica della città, la mia prima escursione da turista vede come meta il Monte Xiqiao alla cui sommità si trova, appunto, la statua di un Buddha alta circa 67 metri! Il percorso è estremamente interessante nonostante il caldo e l’umidità non aiutino: si sale per circa 7 km attraverso ripide scale immerse nella vegetazione fino alla cima di questo monte per raggiungere un’immensa statua che si può vedere già dall’autostrada e che sembra, effettivamente, dominare la città e i dintorni.

La località è a circa 50 minuti di auto dal centro di Foshan così decido di raggiungerla in taxi; il tragitto mi costa 11 euro e qualche spicciolo: roba da ridere! Compro il biglietto d’ingresso e inizio la mia camminata anche se circa ogni 20 passi sono costretto a fermarmi per scattare una foto con qualche autoctono! Imparo così molto presto che per un occidentale è molto difficile passare indenne in mezzo a tanti cinesi: tutti ti guardano con curiosità e veramente pochissimi riescono a trattenersi dal desiderio di scattarsi una foto o un selfie con te! Non solo: quando ci sono bambini piccoli te li mettono addirittura in braccio neanche fossi il Papa o, per coerenza e rispetto della località, un Monaco Buddista di arancione vestito.

La giornata finisce e mi metto a cercare un taxi per rientrare ma, a causa del tragitto un po’ lungo, ne trovo solo di “abusivi”: tratto per il prezzo come è buon costume da queste parti e parto. L’anziano tassista non ha la minima idea di dove sia l’indirizzo di casa mia ed ogni 5 minuti si ferma per chiedere informazioni. Non bastasse, appena salito in macchina, aveva deciso di togliersi la camicia e arrotolarsi un po’ i pantaloni: considerati la puzza dentro l’auto e l’aspetto di chi la guida capisco subito che sarà un viaggio estremamente lungo! L’arzillo conducente si muove in maniera sconsiderata nel traffico e, ad ogni errore di percorso, compie delle inversioni che mettono veramente i brividi. Dopo circa un’ora e 45 minuti eccoci a destinazione sotto un diluvio universale.

Finalmente un po’ di sollievo. Salgo in camera e cerco uno dei miei due cellulari per scaricare le foto della giornata sul computer… peccato che, nella concitazione del viaggio, mi sia caduto dalla tasca proprio dentro il taxi: e lì è rimasto! E pensare che nella contrattazione ero riuscito, dopo 15 minuti di conversazione rigorosamente a gesti, a strappare uno sconto di 1 euro e 50 centesimi… la mia avarizia è stata punita anche troppo duramente!

Andrea Turchetto

(1-segue)

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