Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di aprile

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Matteo Panichi, Preparatore Fisico di ItalBasket: una persona speciale… di Giancarlo Migliola

Quando penso a Matteo Panichi, spesso mi convinco che prima o poi verrò a sapere che in realtà è un serial killer, un affiliato a qualche organizzazione terroristica, una spia di qualche Paese poco raccomandabile. Altrimenti in Natura non si spiegherebbe tanta competenza associata a così tanta disponibilità.

Dopo una splendida carriera, Matteo ora tra le mille sue attività è il responsabile della Preparazione Fisica delle due Nazionali di Basket, Maschile e Femminile. E così ho avuto modo di conoscerlo meglio, sorriso 24h, mai una parola fuori posto e una disponibilità fuori dal comune.

Quanto ti aiuta la carriera di giocatore nel tuo nuovo lavoro?
Molto! Conoscere bene dall’interno l’ambiente nel quale lavori è un aiuto importantissimo. Ti aiuta nei rapporti, nella comunicazione con staff e giocatori. Sapere come ci si sente prima di una partita che conta, dopo una vittoria o dopo una sconfitta, aver provato la frustrazione di stare fermo per infortunio sono aspetti che non impari dai libri. Questo però non può sopperire minimamente alle competenze professionali, per quelle ce’è solo tanto tanto studio. Ah dimenticavo… quando i giocatori vogliono “fregare” con me non funziona, so bene come si fa…

A proposito, ti te si è sempre detto… mezzi da top player, ma manca qualcosa. Ti ci riconosci? Hai qualche rimpianto, in merito?
Siamo nel paese delle etichette e dei giudizi superficiali, la tua osservazione meriterebbe una profonda analisi… ma a chi interessa più? Il Basket mi ha dato tanto da giocatore e mi sta dando ancora di più da Preparatore perciò sono davvero molto sereno e gratificato!

Il giocatore più forte con cui hai giocato?
Ho avuto la fortuna di giocare con tantissimi grandi campioni ma sicuramente quello che mi ha impressionato di più è stato Sasha Danilovic, il vincente per eccellenza. Lo storico “tiro da 4” che dopo l’Eurolega ci fece vincere derby e scudetto nel 1998 fu incredibile ma non unico… in due stagioni potrei elencare molti altri episodi in cui fu decisivo con grandi giocate o piccoli dettagli che ti fanno vincere le partite. Sasha è un personaggio fuori dal tempo, sarebbe stato perfetto come protagonista di un film di Sergio Leone.

L’emozione più grande, in campo.
Giocare davanti a mio figlio. Non aveva neanche un anno ed era la mia ultima stagione, lui non si è accorto di niente…. io si!

Il privilegio di aver avuto a che fare con fenomeni veri, in campo e fuori, come Brunamonti, Danilovic, Magnifico, ecc.
Ci sono grandi campioni e grandi Uomini quelli che hai elencato appartengono ad entrambe le categorie. Per me la gratificazione più grande è quella di averli conosciuti da vicino e poter godere della loro amicizia ancora adesso.

Sei l’anello di congiunzione delle due Nazionali. Cambia l’approccio metodologico tra i due gruppi?
Il metodo non cambia, con persone diverse sono i rapporti a cambiare. Questa è la bellezza dello sport, ti costringe ad adattarti per crescere e ti regala sorprese inaspettate. Ogni Staff e ogni giocatore o giocatrice con cui ho collaborato mi ha costretto a migliorare qualche aspetto del mio lavoro e questo ha un valore enorme per me.

Quanto ti arrabbi se si parla di te come di un Preparatore Atletico?
Da diversi anni ci chiamiamo preparatori Fisici per sottolineare il percorso di crescita e di alta specializzazione che ha fatto la nostra categoria; è corretto chiamarci così. Il nome Preparatore Atletico invece è legato ai Tecnici dell’atletica leggera che sono specializzati in quello e che non necessariamente hanno fatto un percorso di formazione specifico per la Pallacanestro. In ogni caso non mi offendo, anzi, se ci si riferisce all’etimologia del termine “atleta” che deriva dal nome dato ai lottatori dell’antica Grecia, è molto affascinante.

Recentemente a San Antonio, a contatto con lo staff degli Spurs. In cosa ti senti arricchito?
Esperienza incredibile, Ettore Messina è stato ospitale oltre ogni misura ed ho potuto assistere alle loro attività da molto vicino in un momento critico della stagione. Quello che mi ha impressionato è la disponibilità di risorse davvero incredibile e la loro grandissima organizzazione. Stando li capisci perché hanno vinto così tanto e perché sono una delle migliori organizzazioni sportive al modo. L’aspetto più confortante e gratificante invece è stato lo scambio alla pari di contenuti con i colleghi americani.

Duncan ti ha riconosciuto?
Certo! Ginobili invece mi ha subito indicato come amico di Migliola e non so perché mi ha allungato 5 euro! (leggi qui la storia, ndr)

Cosa vuol dire lavorare con e per Ettore Messina?
Nell’ordine: lavorare al massimo livello possibile nella pallacanestro, dare il 110%, non abbassare mai la guardia, essere concentrati nel portare soluzioni, tornare a casa con gratificazioni imparagonabili, crescere.

L’emozione della Maglia Azzurra.
Indossare la Maglia Azzurra durante l’inno prima di una partita è un’emozione indescrivibile alla quale fortunatamente non ti abitui mai. Allo stesso tempo è un peso molto gradito che riempie di responsabilità. E’ proprio vero che non esiste club che possa dare le gratificazioni della Nazionale.

Giancarlo Migliola

https://www.infobetting.com/blog/matteo-panichi-preparatore-fisico-nazionale/ 

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