Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di aprile

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Cosa c'è da sapere sulla trattativa tra Ettore Messina e Charlotte

Ettore Messina avrà quindi la possibilità di parlare con gli Charlotte Hornets del loro posto di capo allenatore. Non è la prima volta che il coach italiano entra nel lotto dei candidati per una panchina NBA. Due anni fa era tra i primi nomi dei Lakers che poi presero Luke Walton; è stato candidato a Sacramento e anche a Houston, battuto da Dave Jorger prima e da Mike D'Antoni dopo.

Possiible ci siano stati altri colloqui di cui non si sa abbastanza. Ma la chiamata degli Hornets è una novità perché mai era emerso così presto nella corsa ad una panchina (di solito veniva in seconda battuta) e il fatto che sia impegnato nei playoff indica un livello di determinazione nella trattativa probabilmente superiore al passato.

C'è un altro motivo importante: il nuovo general manager di Charlotte, Mitch Kupchak, ha lavorato con Messina ai Lakers ed era il general manager dei Lakers quando scelsero Walton ma contattarono anche lui. Gli Hornets non sono interessati a Messina perché ne hanno sentito parlare bene, ma perché lo conoscono.

E' anche doveroso ammettere che nella loro storia la franchigia del North Carolina in tempi recenti non è mai andata su allenatori di prima fascia. Ha sempre pescato allenatori da un bacino differente.

L'ultimo coach, Steve Clifford, era un assistente di lungo corso. Prima di lui c'era Mike Dunlap, pescato a St.John's. L'eccezione era stato un Larry Brown a fine carriera.

Charlotte probabilmente è alla vigilia di una nuova rifondazione, l'ennesima, e non ha una base di giocatori di alto livello su cui costruire una squadra forte in tre o quattro anni.

Bisogna anche dire che la trattativa non significa che a Messina offriranno davvero la panchina. Ormai le squadre NBA contattano almeno tre o quattro allenatori, alcune persino di più, e dopo fanno la loro scelta.

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