Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del mese di marzo

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La seconda giovinezza di Marco
Belinelli ritrova il ruolo perfetto per lui in un gruppo di talento

Quante partite di Marco Belinelli abbiamo seguito? Quanti tiri gli abbiamo visto “sparare”? Quante magliette diverse ha indossato, tra Italia e Stati Uniti? Le risposte sono rispettivamente “tantissime”, “migliaia”, ed “undici” (Virtus, Fortitudo, Golden State, Toronto, New Orleans, Chicago, San Antonio, Sacramento, Charlotte, Atlanta e Philadelphia). Eppure, nonostante una carriera lunghissima, Marco ha solo 32 anni (appena compiuti) ed ancora molto basket tra le mani.

Forse le scelte degli ultimi anni, per quanto comprensibili sotto il profilo economico, non hanno favorito l'espressione delle qualità dell’atleta da San Giovanni in Persiceto, ma chi direbbe di no ad un contratto triennale da 19 milioni come quello proposto nel 2015 dai Sacramento Kings? Però la natura cestistica del “Beli” non poteva trovare pace in California, né tra i disastrati Atlanta Hawks. No, Marco è perfetto nel ruolo che gli avevano ritagliato gli Spurs, quello di guardia preposta a pattugliare il perimetro facendo pagare a caro prezzo i raddoppi su Tim Duncan o gli aiuti sulle penetrazioni di Tony Parker o Manu Ginóbili. Ecco, la stessa situazione si è verificata ai Philadelphia 76ers, squadra giovane ed in netta crescita che per i playoffs era alla ricerca di un aiuto dalla panchina a supporto di J.J. Redick. Belinelli, dopo aver concordato il “buyout” in Georgia e firmato per i Sixers, nella “Città dell’Amore Fraterno” ha superato le più rosee aspettative. Chi avrebbe pensato che appena indossata la sua nona maglietta NBA diversa Marco avrebbe sciorinato il suo miglior basket di sempre? Tredici punti e mezzo a partita, oltre il 49% da due ed un prezioso 38,5% da tre in 26 minuti di utilizzo sono numeri da titolare ed in effetti è così che l’azzurro viene considerato da coach Brett Brown: un titolare “casualmente” prestato alla panchina.

Anche l’inizio della post-season è stato col botto: nella prima partita della serie vinta dai Sixers su Miami con un largo 130 a 103, Marco ha messo a segno 25 punti ma è soprattutto stato protagonista di un +25 nel “plus/minus” che testimonia un impegno costante su entrambi i lati del campo. Grazie a lui Philadelphia non ha sofferto particolarmente l’assenza di Joel Embiid, dominando nel secondo tempo in cui ha messo a segno un parziale di 74 a 43.

I playoffs sono lunghi ma Belinelli il suo “sigillo” lo ha messo da subito.

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